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EMERGENZA RADIO |
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La
conseguenza più immediata di eventi calamitosi di una certa gravità è di solito
la repentina interruzione di tutti i sistemi di telecomunicazione esistenti, sia
quelli via fili (telefoni) che quelli via radio. Ciò ostacola gravemente quella
che forse è la fase più delicata dell’intervento di soccorso e cioè
l’accertamento del tipo di sinistro, della sua gravità e del suo ambito
territoriale.
L’allestimento nel più breve tempo possibile di sistemi di trasmissione omogenei
che possano costituire un vero e proprio tessuto connettivo che consenta
collegamenti diretti e immediati fra il comando operativo centrale e tutti i
gruppi di intervento e/o enti periferici
è definita :
EMERGENZA RADIO
All'insorgere di una situazione di emergenza, le
telecomunicazioni assumono un ruolo fondamentale.
Spesso, quando la zona colpita non è (o non è più) servita dalla rete telefonica
pubblica, la prima notizia di un evento viene trasmessa via radio da CB, da
radioamatori, o da personale di Enti in contatto con le rispettive centrali.
In questa prima fase è chiaro che, quanto più precisa e tempestiva sarà la
segnalazione, tanto più efficace sarà l'intervento dei soccorsi. Da questo
momento in poi, l'importanza delle telecomunicazioni (normali o alternative)
cresce in modo proporzionale all'entità dell'evento ed all'estensione dell'area
colpita.
Le telecomunicazioni alternative hanno inoltre una grande importanza nella
prevenzione, permettendo di individuare sul territorio quelle zone a rischio che
sono poco o per nulla servite dai servizi pubblici, e di preparare una mappa dei
punti più utili all'eventuale installazione di ripetitori mobili.
Possiamo suddividere le reti di telecomunicazioni in quattro famiglie:
·
La
rete pubblica
·
La
rete istituzionale
·
La
rete privata
·
La
rete alternativa
a) Rete pubblica
La rete telefonica pubblica "cablata" è la
più diffusa sul territorio; il fatto che le comunicazioni viaggino in cavi
pressochè totalmente interrati, la rende però molto vulnerabile in caso di
inondazioni, terremoti, frane, ecc., e infatti in tali casi è la prima ad andare
fuori uso.
La telefonia radiomobile cellulare, d'altro canto, non è del tutto immune dagli
eventi calamitosi in quanto anche i ponti ripetitori possono esserne coinvolti
(danneggiamento, black-out, distruzione), e inoltre le zone meno densamente
popolate -rurali o montane- non sono totalmente servite.
Le "cellule" distanti dalle aree urbane, infine, possono gestire un limitato
numero di linee, e il traffico di comunicazioni che segue una calamità aumenta
velocemente fino a saturarle.
La rete telefonica satellitare, che elude tutte (o quasi) le anomalie sul
territorio, non è ancora abbastanza diffusa per essere presa in considerazione.
b) Rete istituzionale
I Vigili del Fuoco,
In caso di emergenza su larga scala, tali enti possono contare su procedure ed
apparecchiature unificate e collaudate che vengono applicate, con il solo
incremento del volume di traffico, anche quando la situazione richiede
l'intervento di squadre provenienti da altre Regioni.
L'utilizzo, in molti casi, di ponti ripetitori collegati (o collegabili) tra di
loro permette di superare eventuali "buchi" di copertura radio nelle zone
colpite, mediante la riconfigurazione, anche telecomandabile, del sistema.
La Protezione Civile dispone inoltre del sistema "Argo", che consiste di
centrali radio satellitari e terrestri in grado di stabilire comunicazioni
telefoniche, di "monitorare" per mezzo di telecamere il territorio e di
effettuare rice-trasmissione di dati ad alta velocità. Tali centrali sono
elitrasportabili e sono dislocate sul territorio italiano con prevalenza della
zona centro-sud.
c) Rete privata
I servizi radiomobili privati sono quelle
reti più o meno grandi, diffuse su tutto il territorio, che sfruttano frequenze
date in concessione a utenti privati.
È il caso dell'Anpas, che pur non avendo una rete interconnessa può comunque
disporre delle stesse frequenze per tutta l'Italia, permettendo così ad
un'associazione di recarsi "in trasferta" ovunque vi sia un'altra Pubblica
Assistenza e di comunicare con essa mediante il ripetitore locale o, in caso di
assenza o avaria di quest'ultimo, direttamente.
Esistono poi delle reti private che, per il compito che devono svolgere, sono
estremamente affidabili e capillari: sono quelle di servizio degli oleodotti e
metanodotti, interamente automatizzate e utilizzabili sia in fonia che per
trasmissione dati.
Possiamo infine citare qualche esempio della grande massa degli utenti di
servizi radiomobili privati: aziende di trasporti, agenzie di vigilanza,
acquedotti, ecc.
Tutti i servizi privati, secondo il regolamento delle PT ed in base ad un
Decreto Legge, in caso di necessità possono essere utilizzati, su richiesta
dell'autorità, in ausilio o in alternativa a quello pubblico.
d) Rete alternativa
La rete alternativa di telecomunicazioni via
radio è rappresentata dai radioamatori e dai CB.
I radioamatori, in possesso di patente e licenza, sono "concessionari" del
Ministero PT autorizzati ad esercire stazioni radio per traffico d'amatore (non
professionista). Come tali, essi devono uniformarsi alle norme emanate dallo
stesso Ministero il quale, con Decreto del maggio
ntane. I
radioamatori sono organizzati in associazione nazionale (A.R.I.) con sezioni
locali che spesso comprendono gruppi dedicati principalmente alle
radiocomunicazioni di emergenza (A.R.I.-R.E.). Il fatto che per diventare
radioamatori occorra superare un esame di stato, insieme al costo notevole delle
apparecchiature, fa sì che il loro numero non sia molto elevato.
Ma nell'ambito delle telecomunicazioni alternative, anche i CB occupano un posto
abbastanza di rilievo. Questi, anche se dotati di apparati meno sofisticati e
generalmente con una professionalità inferiore rispetto ai radioamatori, hanno
il vantaggio di essere decisamente superiori di numero, e di poter virtualmente
collegare ogni Comune o Frazione per merito della capillarità del sistema:
infatti per poter operare su tale frequenza è sufficiente un'autorizzazione del
Ministero PT rilascia
ta senza eccessive formalità, gli apparecchi sono semplici
da usare ed hanno un costo molto basso, e questo ha favorito l'espansione della
"rete" su tutto il territorio nazionale. Gli ultimi anni hanno visto moltissimi
CB organizzarsi in gruppi o associazioni di volontariato per fornire un servizio
più strutturato in caso di emergenza. Se si accetta una certa "disinvoltura"
nelle procedure e un'organizzazione a volte un po' sommaria delle associazioni,
bisogna attribuire a questi volontari un ruolo fondamentale a livello locale.
Anche i CB si insediano nei COM e svolgono, in ambito intercomunale, attività di
collegamento tra i Municipi, ricognizioni sul territorio, servizi di "staffetta"
per accompagnamento delle colonne di soccorso, e tutte quelle attività minori
(ma non per questo meno importanti) che richiedono l'uso delle radio.
STRUTTURA DI UNA SALA RADIO
In ogni Prefettura d'Italia, in situazioni di crisi
o in occasione di esercitazioni programmate, viene attivata la Sala Operativa
che prende il nome di Centro Coordinamento Soccorsi (CCS ). Il responsabile
della sala operativa è un funzionario della Prefettura che, coadiuvato da altri
funzionari o da volontari di coordinamento, vaglia le notizie inerenti
l'emergenza in atto, ne informa il capo gabinetto che prendendo le più opportune
decisioni fa intervenire quelle risorse che contribuiscono a ristabilire la
situazione preesistente.
I messaggi relativi
all'emergenza pervengono alla Sala Operativa mediante i seguenti canali: Reti
telefoniche, Telefax, Cifra, Sistema "Mercurio",
Sala Radio
:
Nella Sala Radio sono installate le stazioni radio di tutti i corpi che
compongono la Protezione Civile ossia: Questura, Legione Carabinieri, Legione
Guardia di Finanza, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e Operatori Radio
delle Organizzazioni di Volontariato e Radioamatori.
Ognuna di esse fa parte di una rete radio indipendente dalle altre, operano su
frequenze diverse e la loro interconnessione è appunto la sala operativa. Ogni
operatore radio ha il compito di ricevere i messaggi che provengono dalla
propria rete, scriverli sugli appositi moduli, ed inoltrarli velocemente al
Centro Controllo Messaggi della sala operativa, e viceversa trasmettere i
messaggi provenienti dalla sala operativa ai destinatari.
A
livello territoriale, presso il Comune più attrezzato per le emergenze o
semplicemente quello più strategicamente posizionato nella zona di emergenza
(che viene chiamata in codice ZONA E), il Prefetto istituisce il Centro
Operativo Misto (COM), anch'esso sarà dotato di una sala operativa e di una
sala radio che di norma è provvista solo delle apparecchiature radio
strettamente necessarie per permettere il collegamento fra i Comuni del COM ed
il CCS o con gli enti del territorio interessati dall'emergenza.
Anche ogni Comune deve dotarsi di reti di comunicazione radio che faranno capo al Centro Operativo Comunale (COC) presso il Municipio o dove il Sindaco riterrà necessario. Queste reti normalmente si basano sulle apparecchiature radio già installate dall'Amministrazione per uso interno come quelle della Vigilanza Urbana, dei Mezzi operativi di servizio ecc. In molti casi vengono integrate con reti alternative per i gruppi comunali di Protezione Civile, per i monitoraggi del territorio, ecc
FUNZIONI DELLE RETI ALTERNATIVE DI COMUNICAZIONE
I CB e i radioamatori possono istituire delle reti
radio di emergenza sulle bande loro concesse, dipendenti direttamente dal tipo
di emergenza in atto e, secondo le necessità contingenti, usare uno dei vari
sistemi di trasmissione disponibili.
Per
cui verrà usata la banda HF (Hight Frequency) per collegamenti a lunga distanza
come ad esempio il collegamento fra Prefetture e il Centro Situazioni del
dipartimento di Protezione Civile (CESI di Roma) o fra le Prefetture stesse. La
banda VHF (Very Hight Frequency) per i collegamenti di media distanza come
quelli fra
Tutto questo è chiaramente specificato da un telex inviato dal Ministero
dell'Interno a tutti i Prefetti dove si comunica che i CB fungeranno da
capomaglia sulla rete di COM mentre ai radioamatori spetta il compito di
collegare lo stesso alla Prefettura.
Quando vi è un intervento della Protezione Civile e il Prefetto costituisce il
CCS presso la Prefettura o un COM presso un Comune e/o si istituisce un campo
base, gli enti e le diverse organizzazioni che partecipano all’intervento di
soccorso opereranno sulle loro frequenze per ciò che concerne i loro
collegamenti interni, mentre le comunicazioni da e per le autorità e gli enti,
dovranno essere inoltrate sulle reti alternative gestite dalle associazioni di
volontariato specializzate in Radiocomunicazioni di emergenza e iscritte agli
albi dell’Agenzia di Protezione Civile.
Queste ultime avranno già installato
delle apposite stazioni radio – fisse
o campali - presso i Comuni, gli ospedali, i campi base, i magazzini e ove
ritenuto necessario al superamento dell'emergenza. Questa operazione e’ molto
facilitata se i Comuni hanno provveduto per tempo ad installare le antenne radio
sui loro palazzi comunali.
L'utilizzo di diverse frequenze e di diverse apparecchiature radio in uno spazio
ristretto, come ad esempio per una emergenza localizzata in un solo Comune,
provoca spesso delle interferenze, pertanto è sempre necessario pianificare le
frequenze da usarsi e verificare l'applicazione delle medesime prima
dell'evento. E' comunque sempre consigliabile limitare al massimo le
comunicazioni radio non strettamente necessarie.
Oltre
alle bande radioamatoriali e CB descritte nei precedenti paragrafi ,
durante un intervento di EMERGENZA RADIO si possono utilizzare altre
bande di frequenza, come di seguito riportato
VHF da 169.075 a 173.9375 in 3 copie di frequenze e UHF da 450.400 a 469.275 in 6 coppie di frequenze
Banda
43 Mhz e banda 27 Mhz
( art. 334
C.P. punto 1)
N° 4
canali nella banda 43 Mhz e 2 nella banda 27 Mhz concessi per l’uso da parte di
associazioni, per le attività
relative alla sicurezza e soccorso sulle strade.
Frequenze CB e radioamatoriali
Banda HF , Banda 27 Mhz , 144 Mhz e
440 Mhz ad uso non esclusivo e alternativo
di emergenza
Un intervento di EMERGENZA RADIO può svilupparsi in
vari modi, a, ma spesso ogni emergenza insegna sempre un nuovo modo di utilizzo
delle radio. Nei successivi
paragrafi esaminiamo le tipologie più comuni.
Esse sostituiscono la rete telefonica e le reti di
servizio normale ( V.V.F; P.S.; C.C.; 118; C.R.I. ecc.) ovvero, si affiancano ad
esse per avere maggiori canali di
comunicazione sempre aperti senza il rischio di linee occupate a causa di
eccessivo traffico o di avarie.
La maglia radio provinciale potrà essere costituita
dai seguenti collegamenti:
l’operatore sul territorio genera l’informazione primaria o riceve l’ordine
esecutivo finale.
eventualmente con i comuni limitrofi, si effettuano le trasmissioni di messaggi
di richiesta di soccorso e/o di informazioni
con altri enti interessati in maniera
straordinaria, si effettuano le trasmissioni di messaggi di richiesta di
soccorso e/o di informazioni di grado più elevato dei precedenti
collegamenti “non in rete”
effettuati fra postazioni di una
medesima organizzazione con la propria sede o fra membri di diverse squadre
della medesima organizzazione.
collegamenti “non in rete”
effettuati fra squadre di diverse
organizzazioni e la stazione capomaglia o di coordinamento
dell’emergenza/esercitazione o collegamenti “ad hoc” fra 2 postazioni
interessate da particolari esigenze.
Le frequenze VHF e quelle UHF
di cui al punto 5.1 richiedono apparati molto costosi e l’efficienza in
ISOFREQENZA fra sistemi portatili è di qualche Km, con l’utilizzo di appositi
ponti ripetitori installati in posizione alte (colline ecc.) si può coprire
l’intero territorio provinciale, mentre se le apparecchiature vengono collegate
ad antenne fisse sulle sedi di associazione o dei municipi il collegamento e di
decine di Km.
Pur
essendo già uscita la legge che riserva queste frequenze ai servizi di
protezione civile sul territorio nazionale, non è ancora stato emesso l’apposito
regolamento, pertanto attualmente per poter utilizzare queste frequenze e
necessaria una apposita autorizzazione rilasciata dal Ministero della
Comunicazione con il nulla osta del Dipartimento della P.C.
Le
frequenze sia in banda 43
che 27 Mhz richiedono apparati di debole potenza, molto economici e di
facile reperibilità sul mercato, per contro
il raggio di copertura è modesto: fra portatili non supera i 2,
La
banda di frequenza 433 Mhz in banda
radioamatoriale è concessa all’uso libero (senza patenti o licenze ) solo con
apparecchiature di debolissima potenza portatili e con il divieto di
allacciamento ad antenne esterne (LPD low power device). L’uso di queste
piccolissime ricetrasmittenti dalla potenza di 10 mW e di conseguenza dal
consumo irrisorio è molto indicato
per i collegamenti radio all’interno di una squadra,
ed in un territorio ristretto.
Le
bande radioamatoriali assimilate come tipologia devono essere divise come
caratteristiche tecniche :
- CB
( 27 Mhz ), apparti di debole potenza, molto economici
con un medio raggio di azione (qualche Km), l’autorizzazione all’uso è
personale e legata all’operatore radio che può usare solo la radio dichiarata
nella propria autorizzazione.
-
RADIOAMATORI, sia le bande 144 Mhz
(VHF) che quelle 430 ( UHF) sono di
ottimo uso in un territorio pianeggiante, infatti in aperta campagna con
apparati portatili si possono effettuare collegamenti
anche a distanze superiori al 6-7 Km mentre se le radio vengono abbinate
ad antenne veicolari o antenne sui tetti il collegamento può essere effettuato
anche a distanze superiori ai 30 Km. Le bande HF permettono collegamenti a lunga
distanza, anche extranazionali.
Le
apparecchiature sono abbastanza costose e l’autorizzazione all’uso è personale e
legata al conseguimento di apposita patente e licenza di stazione.
USO DELLE
APPARECCHIATURE RICETRASMITTENTI
L'utilizzo delle apparecchiature
radio e la loro detenzione sono regolate in Italia da numerose leggi, alcune di
esse risalgono addirittura agli anni venti. Senza entrare nel merito è opportuno
ricordare che chiunque usi un'apparecchiatura radio deve essere autorizzato dal
Ministero delle Comunicazione mediante una licenza, come nel caso dei
radioamatori, o mediante un'autorizzazione, come nel caso delle
apparecchiature
ad uso cosiddetto "civile". Una radio ricetrasmittente genericamente è composta
da un corpo centrale che contiene i circuiti di sintonia, ricezione e
trasmissione, di un microfono, un altoparlante, un'antenna e un alimentatore. Vi
sono anche i portatili, o palmari, che raggruppano in un unico pezzo tutti i
componenti appena descritti. Prima di iniziare un collegamento radio bisogna
sincerarsi che tutti i "pezzi" siano opportunamente collegati, in caso contrario
oltre a rendere impossibile il collegamento radio, si può provocare un grave
danno all'apparecchiatura stessa. Rivolgendosi ai neofiti e tralasciando le
radio complesse dei radioamatori e dei CB, vi sono alcuni comandi e strumenti
che compaiono su tutte le apparecchiature radio in commercio, essi sono:
Manopola del volume e di on/off
Manopola di sintonia o di canale
Manopola di silenziamento o "squelch"
Pulsante di trasmissione PTT (
Push To Talk , schiaccia per parlare) Una volta accesa l'apparecchiatura
(manopola on/off) e regolato il volume di ascolto necessario, si regolerà il
silenziamento fino a scomparsa del rumore di fondo. Per poter effettuare la
comunicazione
radio è necessario essere sintonizzati sulla stessa frequenza, o
sullo stesso canale in uso, pertanto la manopola di sintonia andrà ruotata fino
a far comparire il canale o la frequenza desiderata. A questo punto si potrà
trasmettere la propria voce premendo il pulsate PPT che normalmente è posto su
di un lato del microfono, parlando a breve distanza dallo stesso e rilasciando
il PTT immediatamente alla fine della comunicazione. Questa operazione è
necessaria in quanto le radiotrasmittenti (a differenza del telefono), sono
monodirezionali, cioè durante la ricezione non possono trasmettere e viceversa.
Pertanto quando si preme il pulsante PTT si attiva la radio nel modo
trasmissione e si inibisce la ricezione. Questa operazione, che spesso comporta
degli errori nei principianti, è molto più semplice apprenderla mediante prove
pratiche che non cercare di spiegarla in questo testo. Il massimo rendimento si
ottiene seguendo alcune norme fondamentali: tenersi sempre lontani da muri e da
manufatti in metallo, posizionare le antenne in spazi aperti e più in alto
possibile. Quando si usano i portatili, non trasmettere con l'apparecchiatura
agganciata alla cintura (il rendimento della radio scende dell'80%)
PROCEDURE E TERMINOLOGIE DI TRASMISSIONE
Per
effettuare una chiamata radio si segue la seguente procedura:
Sincerarsi che nessuno stia impegnando la frequenza per evitare di
"sovramodulare" ovvero disturbare altre comunicazioni.
Rivolgersi al corrispondente chiamandolo con il suo nominativo e indicando il
luogo dove si trova.
Far seguire il proprio nominativo e il luogo dove ci si trova
Quando la sala operativa
comunale darà il permesso di comunicare si potrà trasmettere il messaggio o la
richiesta. Questa procedura è necessaria in quanto la sala operativa potrebbe
essere impegnata a ricevere un'altra trasmissione da una località lontano da voi
e di conseguenza la vostra apparecchiatura non è in grado di ascoltarla. Appena
effettuato il primo collegamento, per verificare la ""bontà dello stesso", si
richiede il controllo. Il controllo è un
dato importantissimo in fase di monitoraggio radio del territorio perchè
permette di identificare zone d'ombra delle trasmissioni radio. Si compone di
due dati: "RADIO" e "SEGNALE". Il primo è relativo alla comprensibilità della
voce ricevuta, il secondo alla forza del segnale misurato da un apposito
strumento montato normalmente su apparecchiature radio di qualità ("S"meter).
Tralasciando la lettura dello strumento, si può in ogni caso dare un controllo
radio secondo questa scala: Tabella della comprensibilità radio
RADIO 5 : comprensibilità 100% -
forte e chiaro
RADIO 4 : comprensibilità 80% -
abbastanza comprensibile
RADIO 3 : comprensibilità 60% -
appena comprensibile
RADIO 2 : comprensibilità 40% -
comprensibilità a tratti
RADIO 1 : comprensibilità 20% -
non comprensibile
RADIO 0 : assenza di modulazione
- non si sente niente
Generalmente le comunicazioni
radio vengono effettuate "in chiaro", cioè parlando normalmente, è opportuno
comunque sapere che i CB e i radioamatori, insieme ad altri numerosi enti, usano
alcuni codici o linguaggi particolari definiti codice Q e codice di sillabazione
Nato. Nel primo, ad alcune frasi fatte di uso comune, sono associati dei codici
di 3 lettere come ad esempio QTR = orario di trasmissione; QTC = messaggio da
trasmettere.
Un operatore occasionale che
comunichi via radio con un corrispondente che utilizza questo codice, è
opportuno che richieda subito la trasmissione in chiaro per evitare inutili
richieste successive di spiegazioni. Il codice Nato di sillabazione, o
"Spelling", è invece fondamentale per tutti gli operatori radio, perchè sulle
reti di comunicazione transitano messaggi di richiesta di farmaci o nomi
complessi. La sillabazione effettuata in maniera corretta permette in questi
casi l'assenza di errori che possono essere fatali. Esempio: .."il paziente è
stato colpito da ictus (spelling): INDIA, CHARLIE, TANGO, UNIFORM, SIERRA e
pertanto deve essere trasportato mediante elicottero".. Con queste brevi note
chiaramente non si diventa operatori radio di telecomunicazioni di emergenza, ma
sicuramente esse dovrebbero permettere a chiunque, nel malaugurato caso si
trovasse in situazione di emergenza e con la disponibilità di una
apparecchiatura radio, di lanciare un messaggio di allarme o di richiesta di
soccorso.
COMPORTAMENTO DELL'OPERATORE RADIO
Finora sono stati descritti gli
aspetti "tecnici" dei collegamenti radio d'emergenza. Occorre aggiungere che
colui che invia un messaggio radio non sempre è un semplice esecutore di una
richiesta ma, frequentemente, è anche colui che genera il messaggio. I messaggi
possono riguardare innumerevoli casistiche, ed è pertanto indispensabile seguire
il cosiddetto "Triage delle informazioni", per essere esaurienti, concisi e
precisi. Le informazioni inutili, o logorroiche, occupano la frequenza, creano
confusione e sono dannose per chi le riceve.
TRIAGE
DELLE INFORMAZIONI
Un compito che spesso è affidato
a un volontario munito di ricetrasmittente, è quello di "verificare la
situazione" ovvero recarsi sul luogo dove è avvenuta l'emergenza per descrivere
la reale situazione. La descrizione del sinistro è di estrema importanza per
poter avere informazioni precise al fine di inviare i mezzi di soccorso più
idonei senza perdite di tempo. Occorre quindi riordinare le idee e trasmettere
un messaggio chiaro e conciso, in modo da occupare la frequenza il meno
possibile. Tutto ciò si può fare applicando la regola delle "5 W". Where When
What Who Why Ovvero DOVE QUANDO COSA CHI COME
Giunti sul luogo del sinistro:
Memorizzare l'indirizzo (Comune,
frazione, via, numero civico, strada statale, provinciale, comunale ecc.),
prestare attenzione anche ai particolari salienti della zona e della sede
stradale(ponticelli, fossi, chiesette ecc.)
Capire il tipo di sinistro
(terremoto, alluvione, crollo, incidente stradale) ed individuare le conseguenze
(dispersi, annegati, feriti).
Controllare se vi sono pericoli
collaterali (spandimenti di liquido infiammabile, tossico, cavi di corrente
elettrica scoperti, materiale con il simbolo della radioattività.
Pianificare il percorso più
semplice per gli eventuali aiuti, tenendo presente le dimensioni dei mezzi di
soccorso quali autopompe, autoscale, autogrù. Con il quadro della situazione
perfettamente nella mente, si può iniziare a trasmettere il primo messaggio di
soccorso che contenga solo le informazioni secondo la regola descritta
precedentemente. Ogni altra informazione DEVE essere ritenuta inutile per la
trasmissione del primo messaggio pertanto non deve essere riferita
La ricerca scientifica nel campo delle radiocomuicazioni è interamente
proiettata verso le radiocomunicazioni digitali, ovvero quelle tecniche che
possono far circolare più canali di informazioni sulla stessa frequenza, tali
informazioni possono anche non essere solo la voce, ma anche fotografie, testi,
fax telemisure ecc., nonostante questo incessante sviluppo delle
radiocomunicazioni la trasmissione in fonia (della sola voce) mantiene un posto
molto importante nelle comunicazioni durante un’emergenza, in quanto si tratta
di una tecnica ormai assodata con apparecchiature molto affidabili e di facile
reperibilità pertanto pur individuando un futuro pieno di G.P.S., MODEM RADIO,
FAX, APRS ecc., le classiche radio ricetrasmittenti saranno ancora molto
utilizzate.