EMERGENZA RADIO

La conseguenza più immediata di eventi calamitosi di una certa gravità è di solito la repentina interruzione di tutti i sistemi di telecomunicazione esistenti, sia quelli via fili (telefoni) che quelli via radio. Ciò ostacola gravemente quella che forse è la fase più delicata dell’intervento di soccorso e cioè l’accertamento del tipo di sinistro, della sua gravità e del suo ambito territoriale.

L’allestimento nel più breve tempo possibile di sistemi di trasmissione omogenei che possano costituire un vero e proprio tessuto connettivo che consenta collegamenti diretti e immediati fra il comando operativo centrale e tutti i gruppi di intervento e/o enti periferici  è definita :

EMERGENZA RADIO


TELECOMUNICAZIONI IN EMERGENZA 

All'insorgere di una situazione di emergenza, le telecomunicazioni assumono un ruolo fondamentale.
Spesso, quando la zona colpita non è (o non è più) servita dalla rete telefonica pubblica, la prima notizia di un evento viene trasmessa via radio da CB, da radioamatori, o da personale di Enti in contatto con le rispettive centrali.
In questa prima fase è chiaro che, quanto più precisa e tempestiva sarà la segnalazione, tanto più efficace sarà l'intervento dei soccorsi. Da questo momento in poi, l'importanza delle telecomunicazioni (normali o alternative) cresce in modo proporzionale all'entità dell'evento ed all'estensione dell'area colpita.
Le telecomunicazioni alternative hanno inoltre una grande importanza nella prevenzione, permettendo di individuare sul territorio quelle zone a rischio che sono poco o per nulla servite dai servizi pubblici, e di preparare una mappa dei punti più utili all'eventuale installazione di ripetitori mobili.

Possiamo suddividere le reti di telecomunicazioni in quattro famiglie:

·          La rete pubblica

·          La rete istituzionale

·          La rete privata

·          La rete alternativa

a) Rete pubblica
La rete telefonica pubblica "cablata" è la più diffusa sul territorio; il fatto che le comunicazioni viaggino in cavi pressochè totalmente interrati, la rende però molto vulnerabile in caso di inondazioni, terremoti, frane, ecc., e infatti in tali casi è la prima ad andare fuori uso.
La telefonia radiomobile cellulare, d'altro canto, non è del tutto immune dagli eventi calamitosi in quanto anche i ponti ripetitori possono esserne coinvolti (danneggiamento, black-out, distruzione), e inoltre le zone meno densamente popolate -rurali o montane- non sono totalmente servite.
Le "cellule" distanti dalle aree urbane, infine, possono gestire un limitato numero di linee, e il traffico di comunicazioni che segue una calamità aumenta velocemente fino a saturarle.
La rete telefonica satellitare, che elude tutte (o quasi) le anomalie sul territorio, non è ancora abbastanza diffusa per essere presa in considerazione.

b) Rete istituzionale
I Vigili del Fuoco, la Croce Rossa e gli altri Enti istituzionali di soccorso dispongono di reti di telecomunicazioni efficienti che coprono buona parte del territorio nazionale.
In caso di emergenza su larga scala, tali enti possono contare su procedure ed apparecchiature unificate e collaudate che vengono applicate, con il solo incremento del volume di traffico, anche quando la situazione richiede l'intervento di squadre provenienti da altre Regioni.
L'utilizzo, in molti casi, di ponti ripetitori collegati (o collegabili) tra di loro permette di superare eventuali "buchi" di copertura radio nelle zone colpite, mediante la riconfigurazione, anche telecomandabile, del sistema.
La Protezione Civile dispone inoltre del sistema "Argo", che consiste di centrali radio satellitari e terrestri in grado di stabilire comunicazioni telefoniche, di "monitorare" per mezzo di telecamere il territorio e di effettuare rice-trasmissione di dati ad alta velocità. Tali centrali sono elitrasportabili e sono dislocate sul territorio italiano con prevalenza della zona centro-sud.

c) Rete privata
I servizi radiomobili privati sono quelle reti più o meno grandi, diffuse su tutto il territorio, che sfruttano frequenze date in concessione a utenti privati.
È il caso dell'Anpas, che pur non avendo una rete interconnessa può comunque disporre delle stesse frequenze per tutta l'Italia, permettendo così ad un'associazione di recarsi "in trasferta" ovunque vi sia un'altra Pubblica Assistenza e di comunicare con essa mediante il ripetitore locale o, in caso di assenza o avaria di quest'ultimo, direttamente.
Esistono poi delle reti private che, per il compito che devono svolgere, sono estremamente affidabili e capillari: sono quelle di servizio degli oleodotti e metanodotti, interamente automatizzate e utilizzabili sia in fonia che per trasmissione dati.
Possiamo infine citare qualche esempio della grande massa degli utenti di servizi radiomobili privati: aziende di trasporti, agenzie di vigilanza, acquedotti, ecc.
Tutti i servizi privati, secondo il regolamento delle PT ed in base ad un Decreto Legge, in caso di necessità possono essere utilizzati, su richiesta dell'autorità, in ausilio o in alternativa a quello pubblico.

d) Rete alternativa
La rete alternativa di telecomunicazioni via radio è rappresentata dai radioamatori e dai CB.
I radioamatori, in possesso di patente e licenza, sono "concessionari" del Ministero PT autorizzati ad esercire stazioni radio per traffico d'amatore (non professionista). Come tali, essi devono uniformarsi alle norme emanate dallo stesso Ministero il quale, con Decreto del maggio
1974, ha precisato che: "il radioamatore in caso di situazioni di emergenza deve mettere a disposizione la sua attrezzatura e la propria attività personale per svolgere traffico d'emergenza in ausilio al Ministero PT". Quando, in seguito all'emergenza, viene costituita l'unità di crisi, normalmente i radioamatori si insediano nel COM o nella Prefettura della provincia coinvolta e curano i collegamenti con il Ministero degli Interni in Roma, con il Dipartimento di Protezione Civile e, se necessario, con le altre Prefetture interessate dall'evento. Possono operare su molte bande di frequenza e questo permette loro di collegare indifferentemente località molto vicine o molto lontane. I radioamatori sono organizzati in associazione nazionale (A.R.I.) con sezioni locali che spesso comprendono gruppi dedicati principalmente alle radiocomunicazioni di emergenza (A.R.I.-R.E.). Il fatto che per diventare radioamatori occorra superare un esame di stato, insieme al costo notevole delle apparecchiature, fa sì che il loro numero non sia molto elevato.
Ma nell'ambito delle telecomunicazioni alternative, anche i CB occupano un posto abbastanza di rilievo. Questi, anche se dotati di apparati meno sofisticati e generalmente con una professionalità inferiore rispetto ai radioamatori, hanno il vantaggio di essere decisamente superiori di numero, e di poter virtualmente collegare ogni Comune o Frazione per merito della capillarità del sistema: infatti per poter operare su tale frequenza è sufficiente un'autorizzazione del Ministero PT rilasciata senza eccessive formalità, gli apparecchi sono semplici da usare ed hanno un costo molto basso, e questo ha favorito l'espansione della "rete" su tutto il territorio nazionale. Gli ultimi anni hanno visto moltissimi CB organizzarsi in gruppi o associazioni di volontariato per fornire un servizio più strutturato in caso di emergenza. Se si accetta una certa "disinvoltura" nelle procedure e un'organizzazione a volte un po' sommaria delle associazioni, bisogna attribuire a questi volontari un ruolo fondamentale a livello locale. Anche i CB si insediano nei COM e svolgono, in ambito intercomunale, attività di collegamento tra i Municipi, ricognizioni sul territorio, servizi di "staffetta" per accompagnamento delle colonne di soccorso, e tutte quelle attività minori (ma non per questo meno importanti) che richiedono l'uso delle radio.

STRUTTURA DI UNA SALA RADIO

 

In ogni Prefettura d'Italia, in situazioni di crisi o in occasione di esercitazioni programmate, viene attivata la Sala Operativa che prende il nome di Centro Coordinamento Soccorsi (CCS ). Il responsabile della sala operativa è un funzionario della Prefettura che, coadiuvato da altri funzionari o da volontari di coordinamento, vaglia le notizie inerenti l'emergenza in atto, ne informa il capo gabinetto che prendendo le più opportune decisioni fa intervenire quelle risorse che contribuiscono a ristabilire la situazione preesistente.

I messaggi relativi all'emergenza pervengono alla Sala Operativa mediante i seguenti canali: Reti telefoniche, Telefax, Cifra, Sistema "Mercurio",

 

Sala Radio :

Nella Sala Radio sono installate le stazioni radio di tutti i corpi che compongono la Protezione Civile ossia: Questura, Legione Carabinieri, Legione Guardia di Finanza, Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e Operatori Radio delle Organizzazioni di Volontariato e Radioamatori.

Ognuna di esse fa parte di una rete radio indipendente dalle altre, operano su frequenze diverse e la loro interconnessione è appunto la sala operativa. Ogni operatore radio ha il compito di ricevere i messaggi che provengono dalla propria rete, scriverli sugli appositi moduli, ed inoltrarli velocemente al Centro Controllo Messaggi della sala operativa, e viceversa trasmettere i messaggi provenienti dalla sala operativa ai destinatari.

A livello territoriale, presso il Comune più attrezzato per le emergenze o semplicemente quello più strategicamente posizionato nella zona di emergenza (che viene chiamata in codice ZONA E), il Prefetto istituisce il Centro Operativo Misto (COM), anch'esso sarà dotato di una sala operativa e di una sala radio che di norma è provvista solo delle apparecchiature radio strettamente necessarie per permettere il collegamento fra i Comuni del COM ed il CCS o con gli enti del territorio interessati dall'emergenza.

Anche ogni Comune deve dotarsi di reti di comunicazione radio che faranno capo al Centro Operativo Comunale (COC) presso il Municipio o dove il Sindaco riterrà necessario. Queste reti normalmente si basano sulle apparecchiature radio già installate dall'Amministrazione per uso interno come quelle della Vigilanza Urbana, dei Mezzi operativi di servizio ecc. In molti casi vengono integrate con reti alternative per i gruppi comunali di Protezione Civile, per i monitoraggi del territorio, ecc

 FUNZIONI DELLE RETI ALTERNATIVE DI COMUNICAZIONE

I CB e i radioamatori possono istituire delle reti radio di emergenza sulle bande loro concesse, dipendenti direttamente dal tipo di emergenza in atto e, secondo le necessità contingenti, usare uno dei vari sistemi di trasmissione disponibili.

Per cui verrà usata la banda HF (Hight Frequency) per collegamenti a lunga distanza come ad esempio il collegamento fra Prefetture e il Centro Situazioni del dipartimento di Protezione Civile (CESI di Roma) o fra le Prefetture stesse. La banda VHF (Very Hight Frequency) per i collegamenti di media distanza come quelli fra la Prefettura e COM. La banda UHF (Ultra Hight Frequency) per i collegamenti territoriali punto‑punto o su veicoli in movimento e la Banda CB per i collegamenti a breve distanza come ad esempio fra il Comune e il suo territorio.

Tutto questo è chiaramente specificato da un telex inviato dal Ministero dell'Interno a tutti i Prefetti dove si comunica che i CB fungeranno da capomaglia sulla rete di COM mentre ai radioamatori spetta il compito di collegare lo stesso alla Prefettura.

            

ALLESTIMENTO DELLE RETI ALTERNATIVE DI COMUNICAZIONE

Quando vi è un intervento della Protezione Civile e il Prefetto costituisce il CCS presso la Prefettura o un COM presso un Comune e/o si istituisce un campo base, gli enti e le diverse organizzazioni che partecipano all’intervento di soccorso opereranno sulle loro frequenze per ciò che concerne i loro collegamenti interni, mentre le comunicazioni da e per le autorità e gli enti, dovranno essere inoltrate sulle reti alternative gestite dalle associazioni di volontariato specializzate in Radiocomunicazioni di emergenza e iscritte agli albi dell’Agenzia di Protezione Civile.

Queste ultime  avranno già installato delle apposite stazioni radio – fisse o campali - presso i Comuni, gli ospedali, i campi base, i magazzini e ove ritenuto necessario al superamento dell'emergenza. Questa operazione e’ molto facilitata se i Comuni hanno provveduto per tempo ad installare le antenne radio sui loro palazzi comunali.

L'utilizzo di diverse frequenze e di diverse apparecchiature radio in uno spazio ristretto, come ad esempio per una emergenza localizzata in un solo Comune, provoca spesso delle interferenze, pertanto è sempre necessario pianificare le frequenze da usarsi e verificare l'applicazione delle medesime prima dell'evento. E' comunque sempre consigliabile limitare al massimo le comunicazioni radio non strettamente necessarie.

 

BANDE DI FREQUENZA UTILIZZABILI PER L’EMERGENZA RADIO

 

Oltre alle bande radioamatoriali e CB descritte nei precedenti paragrafi ,  durante un intervento di EMERGENZA RADIO si possono utilizzare altre bande di frequenza, come di seguito riportato

  Bande VHF e UHF , (G.U. del 29/12/98 N° 302)

VHF da 169.075 a 173.9375  in 3  copie di frequenze  e UHF da 450.400 a 469.275 in 6 coppie di frequenze

   Banda  43 Mhz e banda 27 Mhz  ( art. 334 C.P. punto 1)

N° 4 canali nella banda 43 Mhz e 2 nella banda 27 Mhz concessi per l’uso da parte di associazioni,  per le attività relative alla sicurezza e soccorso sulle strade. 

 Banda 433 Mhz  ( Low Power Device  LPD)

 Bande di frequenze ad uso privato e commerciale ( VHF , UHF )

  Frequenze CB e radioamatoriali

Banda HF , Banda  27 Mhz , 144 Mhz e 440 Mhz ad uso non esclusivo e alternativo  di emergenza

 

TIPOLOGIA DEI COLLEGAMENTI RADIO DI PROTEZIONE CIVILE

 

Un intervento di EMERGENZA RADIO può svilupparsi in vari modi, a, ma spesso ogni emergenza insegna sempre un nuovo modo di utilizzo delle radio.  Nei successivi paragrafi esaminiamo le tipologie più comuni.

 

Monitoraggio situazioni a rischio

Si tratta di collegamenti fra una postazione mobile, squadra appiedata, radiomobile ecc, posizionata nelle vicinanze del sito da monitorare, come ad esempio: il livello di un fiume in piena, il procedere di una frana, un incrocio pericoloso durante una manifestazione ecc.; le informazioni che l’operatore produce o legge vengono inviate a tempi regolari alla sala radio dell’ente che organizza il monitoraggio (Comune)

Maglie Radio Alternative di Emergenza

Esse sostituiscono la rete telefonica e le reti di servizio normale ( V.V.F; P.S.; C.C.; 118; C.R.I. ecc.) ovvero, si affiancano ad esse per avere maggiori  canali di comunicazione sempre aperti senza il rischio di linee occupate a causa di eccessivo traffico o di avarie.

La maglia radio provinciale potrà essere costituita dai seguenti collegamenti:

 COC ----- territorio,

l’operatore sul territorio genera l’informazione primaria o riceve l’ordine esecutivo finale.

.COC ----- COM

eventualmente con i comuni limitrofi, si effettuano le trasmissioni di messaggi di richiesta di soccorso e/o di informazioni

  CCS ------ COM

con altri enti interessati in maniera straordinaria, si effettuano le trasmissioni di messaggi di richiesta di soccorso e/o di informazioni di grado più elevato dei precedenti

 

 Collegamenti di Organizzazione

collegamenti  “non in rete” effettuati fra postazioni di  una medesima organizzazione con la propria sede o fra membri di diverse squadre della medesima organizzazione.

Collegamenti  PUNTO --- PUNTO

collegamenti  “non in rete” effettuati  fra squadre di diverse organizzazioni e la stazione capomaglia o di coordinamento dell’emergenza/esercitazione o collegamenti “ad hoc” fra 2 postazioni interessate da particolari esigenze.

 

  CARATTERISTICHE E POTENZIALITA’ DELLE BANDE DI  FREQUENZA.

 

Le frequenze VHF e quelle UHF  di cui al punto 5.1 richiedono apparati molto costosi e l’efficienza in ISOFREQENZA fra sistemi portatili è di qualche Km, con l’utilizzo di appositi ponti ripetitori installati in posizione alte (colline ecc.) si può coprire l’intero territorio provinciale, mentre se le apparecchiature vengono collegate ad antenne fisse sulle sedi di associazione o dei municipi il collegamento e di decine di Km.

Pur essendo già uscita la legge che riserva queste frequenze ai servizi di protezione civile sul territorio nazionale, non è ancora stato emesso l’apposito regolamento, pertanto attualmente per poter utilizzare queste frequenze e necessaria una apposita autorizzazione rilasciata dal Ministero della Comunicazione con il nulla osta del Dipartimento della P.C.

Le frequenze  sia in banda 43  che 27 Mhz richiedono apparati di debole potenza, molto economici e di facile reperibilità sul mercato, per contro  il raggio di copertura è modesto: fra portatili non supera i 2, 3 Km  e con l’utilizzo di antenne veicolari sui mezzi e di antenne esterne nelle sale operative si possono raggiungere i 6/7 Km di copertura.  

La banda di frequenza 433 Mhz  in banda radioamatoriale è concessa all’uso libero (senza patenti o licenze ) solo con apparecchiature di debolissima potenza portatili e con il divieto di allacciamento ad antenne esterne (LPD low power device). L’uso di queste piccolissime ricetrasmittenti dalla potenza di 10 mW e di conseguenza dal consumo irrisorio è  molto indicato per i collegamenti radio all’interno di una squadra,  ed in un territorio ristretto.

Le bande radioamatoriali assimilate come tipologia devono essere divise come caratteristiche tecniche :

- CB ( 27 Mhz ), apparti di debole potenza, molto economici  con un medio raggio di azione (qualche Km), l’autorizzazione all’uso è personale e legata all’operatore radio che può usare solo la radio dichiarata nella propria autorizzazione.

- RADIOAMATORI,  sia le bande 144 Mhz (VHF) che quelle 430 ( UHF)  sono di ottimo uso in un territorio pianeggiante, infatti in aperta campagna con apparati portatili si possono effettuare collegamenti  anche a distanze superiori al 6-7 Km mentre se le radio vengono abbinate ad antenne veicolari o antenne sui tetti il collegamento può essere effettuato anche a distanze superiori ai 30 Km. Le bande HF permettono collegamenti a lunga distanza, anche extranazionali.

Le apparecchiature sono abbastanza costose e l’autorizzazione all’uso è personale e legata al conseguimento di apposita patente e licenza di stazione.

 

USO DELLE APPARECCHIATURE RICETRASMITTENTI

 

L'utilizzo delle apparecchiature radio e la loro detenzione sono regolate in Italia da numerose leggi, alcune di esse risalgono addirittura agli anni venti. Senza entrare nel merito è opportuno ricordare che chiunque usi un'apparecchiatura radio deve essere autorizzato dal Ministero delle Comunicazione mediante una licenza, come nel caso dei radioamatori, o mediante un'autorizzazione, come nel caso delle apparecchiature ad uso cosiddetto "civile". Una radio ricetrasmittente genericamente è composta da un corpo centrale che contiene i circuiti di sintonia, ricezione e trasmissione, di un microfono, un altoparlante, un'antenna e un alimentatore. Vi sono anche i portatili, o palmari, che raggruppano in un unico pezzo tutti i componenti appena descritti. Prima di iniziare un collegamento radio bisogna sincerarsi che tutti i "pezzi" siano opportunamente collegati, in caso contrario oltre a rendere impossibile il collegamento radio, si può provocare un grave danno all'apparecchiatura stessa. Rivolgendosi ai neofiti e tralasciando le radio complesse dei radioamatori e dei CB, vi sono alcuni comandi e strumenti che compaiono su tutte le apparecchiature radio in commercio, essi sono:

Manopola del volume e di on/off

Manopola di sintonia o di canale

Manopola di silenziamento o "squelch"

Pulsante di trasmissione PTT ( Push To Talk , schiaccia per parlare) Una volta accesa l'apparecchiatura (manopola on/off) e regolato il volume di ascolto necessario, si regolerà il silenziamento fino a scomparsa del rumore di fondo. Per poter effettuare la comunicazione radio è necessario essere sintonizzati sulla stessa frequenza, o sullo stesso canale in uso, pertanto la manopola di sintonia andrà ruotata fino a far comparire il canale o la frequenza desiderata. A questo punto si potrà trasmettere la propria voce premendo il pulsate PPT che normalmente è posto su di un lato del microfono, parlando a breve distanza dallo stesso e rilasciando il PTT immediatamente alla fine della comunicazione. Questa operazione è necessaria in quanto le radiotrasmittenti (a differenza del telefono), sono monodirezionali, cioè durante la ricezione non possono trasmettere e viceversa. Pertanto quando si preme il pulsante PTT si attiva la radio nel modo trasmissione e si inibisce la ricezione. Questa operazione, che spesso comporta degli errori nei principianti, è molto più semplice apprenderla mediante prove pratiche che non cercare di spiegarla in questo testo. Il massimo rendimento si ottiene seguendo alcune norme fondamentali: tenersi sempre lontani da muri e da manufatti in metallo, posizionare le antenne in spazi aperti e più in alto possibile. Quando si usano i portatili, non trasmettere con l'apparecchiatura agganciata alla cintura (il rendimento della radio scende dell'80%)

PROCEDURE E TERMINOLOGIE DI TRASMISSIONE

Per effettuare una chiamata radio si segue la seguente procedura:

Sincerarsi che nessuno stia impegnando la frequenza per evitare di "sovramodulare" ovvero disturbare altre comunicazioni.

Rivolgersi al corrispondente chiamandolo con il suo nominativo e indicando il luogo dove si trova.

Far seguire il proprio nominativo e il luogo dove ci si trova

Quando la sala operativa comunale darà il permesso di comunicare si potrà trasmettere il messaggio o la richiesta. Questa procedura è necessaria in quanto la sala operativa potrebbe essere impegnata a ricevere un'altra trasmissione da una località lontano da voi e di conseguenza la vostra apparecchiatura non è in grado di ascoltarla. Appena effettuato il primo collegamento, per verificare la ""bontà dello stesso", si richiede il controllo. Il controllo  è un dato importantissimo in fase di monitoraggio radio del territorio perchè permette di identificare zone d'ombra delle trasmissioni radio. Si compone di due dati: "RADIO" e "SEGNALE". Il primo è relativo alla comprensibilità della voce ricevuta, il secondo alla forza del segnale misurato da un apposito strumento montato normalmente su apparecchiature radio di qualità ("S"meter). Tralasciando la lettura dello strumento, si può in ogni caso dare un controllo radio secondo questa scala: Tabella della comprensibilità radio

RADIO 5 : comprensibilità 100% - forte e chiaro

RADIO 4 : comprensibilità 80% - abbastanza comprensibile

RADIO 3 : comprensibilità 60% - appena comprensibile

RADIO 2 : comprensibilità 40% - comprensibilità a tratti

RADIO 1 : comprensibilità 20% - non comprensibile

RADIO 0 : assenza di modulazione - non si sente niente

Generalmente le comunicazioni radio vengono effettuate "in chiaro", cioè parlando normalmente, è opportuno comunque sapere che i CB e i radioamatori, insieme ad altri numerosi enti, usano alcuni codici o linguaggi particolari definiti codice Q e codice di sillabazione Nato. Nel primo, ad alcune frasi fatte di uso comune, sono associati dei codici di 3 lettere come ad esempio QTR = orario di trasmissione; QTC = messaggio da trasmettere.

Un operatore occasionale che comunichi via radio con un corrispondente che utilizza questo codice, è opportuno che richieda subito la trasmissione in chiaro per evitare inutili richieste successive di spiegazioni. Il codice Nato di sillabazione, o "Spelling", è invece fondamentale per tutti gli operatori radio, perchè sulle reti di comunicazione transitano messaggi di richiesta di farmaci o nomi complessi. La sillabazione effettuata in maniera corretta permette in questi casi l'assenza di errori che possono essere fatali. Esempio: .."il paziente è stato colpito da ictus (spelling): INDIA, CHARLIE, TANGO, UNIFORM, SIERRA e pertanto deve essere trasportato mediante elicottero".. Con queste brevi note chiaramente non si diventa operatori radio di telecomunicazioni di emergenza, ma sicuramente esse dovrebbero permettere a chiunque, nel malaugurato caso si trovasse in situazione di emergenza e con la disponibilità di una apparecchiatura radio, di lanciare un messaggio di allarme o di richiesta di soccorso.

COMPORTAMENTO DELL'OPERATORE RADIO

Finora sono stati descritti gli aspetti "tecnici" dei collegamenti radio d'emergenza. Occorre aggiungere che colui che invia un messaggio radio non sempre è un semplice esecutore di una richiesta ma, frequentemente, è anche colui che genera il messaggio. I messaggi possono riguardare innumerevoli casistiche, ed è pertanto indispensabile seguire il cosiddetto "Triage delle informazioni", per essere esaurienti, concisi e precisi. Le informazioni inutili, o logorroiche, occupano la frequenza, creano confusione e sono dannose per chi le riceve.

TRIAGE DELLE INFORMAZIONI

Un compito che spesso è affidato a un volontario munito di ricetrasmittente, è quello di "verificare la situazione" ovvero recarsi sul luogo dove è avvenuta l'emergenza per descrivere la reale situazione. La descrizione del sinistro è di estrema importanza per poter avere informazioni precise al fine di inviare i mezzi di soccorso più idonei senza perdite di tempo. Occorre quindi riordinare le idee e trasmettere un messaggio chiaro e conciso, in modo da occupare la frequenza il meno possibile. Tutto ciò si può fare applicando la regola delle "5 W". Where When What Who Why Ovvero DOVE QUANDO COSA CHI COME

Giunti sul luogo del sinistro:  

Memorizzare l'indirizzo (Comune, frazione, via, numero civico, strada statale, provinciale, comunale ecc.), prestare attenzione anche ai particolari salienti della zona e della sede stradale(ponticelli, fossi, chiesette ecc.)

Capire il tipo di sinistro (terremoto, alluvione, crollo, incidente stradale) ed individuare le conseguenze (dispersi, annegati, feriti).

Controllare se vi sono pericoli collaterali (spandimenti di liquido infiammabile, tossico, cavi di corrente elettrica scoperti, materiale con il simbolo della radioattività.

Pianificare il percorso più semplice per gli eventuali aiuti, tenendo presente le dimensioni dei mezzi di soccorso quali autopompe, autoscale, autogrù. Con il quadro della situazione perfettamente nella mente, si può iniziare a trasmettere il primo messaggio di soccorso che contenga solo le informazioni secondo la regola descritta precedentemente. Ogni altra informazione DEVE essere ritenuta inutile per la trasmissione del primo messaggio pertanto non deve essere riferita

  

SVILUPPI FUTURI DELLE RADIOCOMUNICAZIONI APPLICATE ALLE EMERGENZE RADIO

 

La ricerca scientifica nel campo delle radiocomuicazioni è interamente proiettata verso le radiocomunicazioni digitali, ovvero quelle tecniche che possono far circolare più canali di informazioni sulla stessa frequenza, tali informazioni possono anche non essere solo la voce, ma anche fotografie, testi, fax telemisure ecc., nonostante questo incessante sviluppo delle radiocomunicazioni la trasmissione in fonia (della sola voce) mantiene un posto molto importante nelle comunicazioni durante un’emergenza, in quanto si tratta di una tecnica ormai assodata con apparecchiature molto affidabili e di facile reperibilità pertanto pur individuando un futuro pieno di G.P.S., MODEM RADIO, FAX, APRS ecc., le classiche radio ricetrasmittenti saranno ancora molto utilizzate.