DOMANDE E CURIOSITA' PIU' FREQUENTI

La differenziazione delle apparecchiature attualmente in giro è tale che ogni appassionato può trovare senz'altro in commercio il tipo di radio più consona alle sue esigenze.

 

Vediamo un po' in dettaglio queste differenze.

 

Partiamo dalla vecchia e consolidata apparecchiatura radio CB, diventata diffusissima per anni, e che ora sta cedendo il passo all'inarrestabile ascesa dei telefonini.
Non confondiamo tuttavia le differenze tipologiche del servizio che la radio può offrire; stiamo parlando di un sistema autonomo, che non ha bisogno di infrastrutture fisse per funzionare, e che consente una efficace quanto economica possibilità di collegare due punti, fissi o in movimento nel raggio di una decina di chilometri.

Al giorno d'oggi a parte gli storici appassionati, ci sono almeno due categorie di utenti che per nessun motivo ne farebbero a meno: i camionisti ed i camperisti. Entrambi legati alla lunga percorrenza stradale, hanno sperimentato la potenzialità della ricetrasmittente nell'essere preavvisati delle code improvvise o degli incidenti, con la possibilità quindi di imboccare un'altra strada o di evitare un ingorgo.
A differenza del telefono infatti non deve sfuggire la peculiarità della trasmissione che può essere ricevuta contemporaneamente da una gran quantità di ricevitori, e se come nel caso della viabilità sul canale 5 CB si sa di poter trovare altra gente che si muove, il gioco è fatto. Dispongono di 40 o 34 canali ed in quest'ultimo caso le frequenze sono differenziate ed utilizzabili solo per scopi professionali.

 

Altro discorso vale per gli LPD, destinati ad un uso più generico di "interfono" pressoché privato, con raggio di copertura però ridotto a circa 500 metri. Dispongono di 69 canali.
Nel caso lo si voglia si può tuttavia scegliere un canale in comune con altri utenti e mantenersi in contatto ad esempio in comitiva, durante un'escursione, in un campeggio o anche per qualche attività su piani differenti di uno stabile.
La facilità d'uso degli apparecchi e la ridottezza delle dimensioni ne rendono l'utilizzo possibile a chiunque, anche senza alcuna esperienza.
Sono stati infatti eliminati la maggioranza dei controlli accessori, ed in pratica si agisce solo su volume, tasto del canale e tasto di trasmissione; da segnalare inoltre l'autonomia operativa che è davvero notevole, anche in virtù della ridotta potenza. Sono di libero uso.

 

I PMR sono da considerare come degli LPD a potenza maggiorata, con i quali svolgere un servizio affidabile nel raggio di qualche chilometro in modalità portatile.
Dispongono dei comandi essenziali e di soli 8 canali. Nei meandri della programmazione tuttavia si celano spesso delle funzioni utili per la chiamata di gruppo e simili.

 

La tipologia degli apparati a 43 Mhz è prevista per un uso professionale e non individuale, e dispongono di 24 canali adibiti ad utilizzi specifici.
Ciò significa in pratica che le autorizzazioni per queste apparecchiature sono rilasciate non ai privati ma solo ad associazioni, enti, categorie professionali.
Cosa ci si fa con queste radio? Il loro uso esaudisce l'immediatezza di un comando, di un messaggio che debba essere inoltrato senza esitazione all'interno di una maglia radio ad uno o più corrispondenti contemporaneamente.
L'utilizzo tipico è quello che se ne fa per coordinare una colonna mobile di soccorso, o gli operatori in servizio logistico ad una manifestazione sportiva.
Nel caso dei 43 Mhz il raggio d'azione è abbastanza ridotto (alcuni chilometri o meno) nel caso di utilizzo con antenna portatile, e diventa di qualche decina di chilometri nel caso di utilizzo di antenne esterne o veicolari.

 

Gli apparati radio per radioamatori rappresentano un ulteriore e più evoluto aspetto delle possibilità di collegamento senza fili, anche se limitato a quanti sono in possesso di apposita abilitazione.
Questo perché le frequenze a disposizione e quindi le possibilità di utilizzo sono molteplici: dal confine delle onde medie sino alle microonde numerose fettine di frequenza sono utilizzabili a scopo sperimentale, permettendo ogni sorta di collegamento, da quello dati ad alta velocità sulle brevi distanze a quello in telegrafia o voce con cui fare il giro del mondo.
E qui entra in gioco la perizia dell'operatore, la sua capacità di utilizzare ogni banda nel modo più opportuno e nel rispetto degli altri coutenti: ecco perché a tanta potenzialità viene inserita una forma di controllo, tramite appunto un'abilitazione da acquisire tramite un esame da sostenere presso la direzione territoriale del Ministero delle Comunicazioni.