1966 - 2006

40° anniversario dell'alluvione di Firenze

Sono passati 40 anni dal quel 4 novembre 1966 quando la città e la provincia di Firenze furono interessate da quella che verrà ricordata come l'ultima grande alluvione. In meno di 24 ore le precipitazioni sulla zona di Firenze ammontarono a oltre 190 mm. (la media annua delle precipitazioni nella stessa zona è 823 mm). In tutto il bacino dell'Arno si ebbero precipitazioni simili
L'Osservatorio Ximeniano, che da secoli registra le condizioni meteorologiche nella città comunicò che la pressione atmosferica calò subitaneamente di oltre 20 millibar, e che ci fu un repentino aumento della temperatura. Si ipotizzò quindi che un ciclone si fosse abbattuto sulla penisola convogliando una grande massa d'aria umida e calda.
L'ENEL diramò un dettagliato rapporto sull'accaduti nei giorni successivi (le dighe idroelettriche di Levane e La Penna erano state indicate come possibili cause aggravanti) in cui stimava la quantità d'acqua che aveva colpito Firenze a circa 250 milioni di metri cubi, di cui 120 provenienti dall'alto corso dell'Arno, il resto dagli affluenti a Valle delle dighe. Un tecnico dei Lavori Pubblici stimò la quantità d'acqua in 400 milioni di metri cubi.
La portata del fiume al massimo della piena venne stimata in 4000-4500 metri cubi al secondo.  L'alluvione non aveva interessato solo La città di Firenze, ma di fatto, con varia intensità, tutto il nord e centro Italia. La forza delle acque, solo in Firenze furono apportati dalla piena circa seicentomila metri cubi di fango, aveva distrutto una innumerevole serie di ponti, reso inagibili molte strade, rendendo assai difficoltosa l'opera di primo soccorso.

L'alluvione fu uno dei primi episodi in Italia in cui si evidenziò l'assoluta mancanza di una struttura centrale con compiti di protezione civile; I cittadini non furono avvertiti dell'imminente fuoriuscita del fiume, tranne alcuni orafi di Ponte Vecchio che ricevettero una telefonata anonima che li invitava a vuotare le loro botteghe; Le notizie furono date in grande ritardo e i Media tentarono di sottacere l'entità del disastro; per i primi giorni gli aiuti provennero quasi esclusivamente dal volontariato, o dalle truppe di stanza in città: per vedere uno sforzo organizzato dal governo bisognò attendere sei giorni dopo la catastrofe.

Gli "Angeli del fango" furono un esercito di giovani e meno giovani di tutte le nazionalità che volontariamente, subito dopo l'alluvione, arrivarono a migliaia in città per salvare le opere d'arte e i libri, strappando al fango e all'oblio la testimonianza di secoli di Arte e di Storia. Questa incredibile catena di solidarietà internazionale è una delle immagini più belle nella tragedia.

L'unico aiuto finanziario del governo fu una somma di 500mila lire ai commercianti, erogata a fondo perduto e finanziata con il solito sistema dell'aumento del prezzo della benzina (10 lire al litro; accisa ancora presente). La FIAT ed altre case automobilistiche offrirono a chi aveva perso l'auto uno sconto del 40% per comprarne una nuova e una "supervalutazione" di 50mila lire per i restFirenze illuminata dalle fotoelettrichei della macchina alluvionata. Un grande merito nell'opera di sensibilizzazione si dovette ad un documentario del regista fiorentino Franco Zeffirelli, che comprendeva un accorato appello in italiano dell'attore inglese Richard Burton. Giunsero così presto nel capoluogo toscano i primi aiuti, in veste più o meno ufficiale. Un grande contributo fu dato da alcune città toscane come Prato e dai comuni della Versilia (che misero a disposizione patini, gommoni e natanti), da altri comuni e città italiane (in particolare umbre e emiliane, per ovvia solidarietà "di partito"), dalle forze armate americane di stanza in Italia, dalla Croce Rossa tedesca, da varie associazioni laiche e cattoliche, da alcune federazioni di partiti politici e, ovviamente, dalle Forze Armate Italiane. Aiuti "ufficiali" arrivarono anche dall' Unione Sovietica, dalla Cecoslovacchia e dall'Ungheria.

Anche nella nostra cittadina, il fiume Elsa provoco ingenti danni ed anche 4 vittime: Guido Borghi, commerciante di 64 anni; Giovanni Cortini, operaio di 58 anni; Vittorio Cortini 24 anni, falegname; Rosa Orassi, casalinga di 56 anni. ci furono anche 8 feriti, circa 500 abitazioni danneggiate, 511 famiglie alluvionate, 213 aziende commerciali danneggiate, più di 1.500 ettari di terreno agricolo sommerso oltre a 100 capi di bestiame e 25.000 animali annegati. Il paese rimase isolato per molti giorni, visto che la maggior parte dei soccorsi e dei soccorritori venivano inviati nel capoluogo. Grazie allo spirito di sacrificio dei cittadini, in pochi giorni la situazione torno relativamente normale e si poté fare una stima dei danni che ammontarono a più di 5 miliardi di lire.

Per non dimenticare e per ricordare 40 anni dopo l'anniversario dell'alluvione, sono state programmate varie iniziative sia nel nostro comune che a Firenze. Qui sotto troverete l'elenco delle varie iniziative:

Per ricordare il 40° anniversario di questo tragico evento, nel pomeriggio di sabato 4 novembre si terrà al Ridotto del Teatro del Popolo di Castelfiorentino una iniziativa pubblica, nel corso della quale vi sarà la proiezione di un filmato realizzato nel 1966 da Jaurès Baldeschi e l'inaugurazione di una mostra fotografica e documentaria che rimarrà aperta fino al 12 novembre.

Fra i vari interventi, oltre a quello del sindaco Laura Cantini, è previsto quello di Mario Cioni, sindaco all'epoca, una delle autorità maggiormente impegnate nell'organizzazione dei soccorsi. Nel corso della serata, verrà consegnato un pubblico riconoscimento a quanti si distinsero per coraggio durante quei tragici eventi.

 

Iniziative in occasione del quarantennale

dell'alluvione del 1966

 


Il contributo dei radioamatori e C.B. durante l'alluvione